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🬧 The NomadNet Encyclopedia | Archives | Info
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Atripalda
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mwhaAtripalda è un mwhqcomune italiano di mwhg10 173 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwiwprovincia di Avellino in mwjaCampania. È stata insignita del mwjqtitolo di città con mwjgregio decreto del 18 luglio 1867cite-ref-acsfasccom-4-0[4].

Contents

Storia
Simboli
Altro
Eventi
Strade
Sindaci
Sport
Calcio
Note

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Geografia fisica

Territorio

La cittadina giace lungo il mwlwfiume Sabato nell'mwmaIrpinia occidentale, a pochi chilometri dalla città capoluogo cui è strettamente connessa.

Sismologia

Il territorio comunale è parte del mwnqdistretto sismico dell'mwngIrpinia. In occasione del mwnwterremoto del 1980 nella sola cittadina di Atripalda vi furono 1549 senzatetto, pari al 15% della popolazione dell'epoca, oltre a 3 vittimecite-ref-ingv-5-0[5].

• mwpgClassificazione sismica: zona 2 (sismicità media)cite-ref-6[6]

Origini del nome

Il toponimo Atripalda deriva con ogni probabilità da un mwrqnome personale germanico mwrgAtrepald (o mwrwAtripald), attestato anche nella forma volgarizzata mwsaTruppoaldo: questi era infatti un nobile mwsqlongobardo avellinese, proprietario di vasti fondi agricoli nella valle del Sabatocite-ref-7[7]. Dalla stessa radice etimologica (ma non necessariamente dalla stessa persona) deriva infatti anche mwtgTropoaldo, nome di un antico insediamento fortificato appartenente alla mwtwcontea di Ariano, presso il mwuafiume Ufita (tale corso d'acqua era talvolta chiamato anch'esso "Tropoaldo")cite-ref-8[8]. La somiglianza tra tali toponimi era talmente marcata che in passato alcuni storici o geografi avevano confuso Tropoaldo con Atripalda, e conseguentemente il fiume Ufita con il fiume Sabato (entrambi sono affluenti del mwvqCalore Irpino)cite-ref-9[9].

Storia

Fu fondata, secondo ipotesi fantasiose di antichi scrittori, da mwxaSabatio, pronipote di mwxqNoè, il quale dette il nome di mwxgSabathia al primo insediamento umano che trovò vita lungo la vasta fascia di terra bagnata dal corso fluviale del mwxwSabato, così denominato proprio in omaggio al discendente di Noècite-ref-10[10]. Ipotesi meno fantasiose vedono le origini di Atripalda affondare le radici anche nel sangue dei martiri cristiani: lo mwzaSpecus Martyrum, conservato all'interno della chiesa madre dedicata a Sant'Ippolisto e mwzqSan Sabino (patrono della città), è considerato uno dei maggiori monumenti dell'archeologia cristiana del Meridione.

I luoghi dove intorno all'anno mille sarebbe nato il primo nucleo di Atripalda avevano ospitato — sul pianoro tufaceo che da nord-ovest domina il centro abitato — mwaqmwagAbellinum, un insediamento sannita, poi colonia romana sorta per volontà di Silla nell'mwaw82 a.C., poco dopo le riforme agrarie promosse dai mwbaGracchi. La comunità di Abellinum era prevalentemente formata da mwbqmilites lassi — trapiantati da mwbgSilla tra le mura di Civita — i quali ripopolarono questo lembo di terra irpina dopo aver allontanato da essa i primi abitanti. Civita fu anche il rifugio di ex legionari dell'imperatore mwbwAugusto che, come racconta mwcaPlinio, sostenne l'annessione di mwcqAbellinum alla mwcgRegio II Apulia et Calabria. In epoca successiva, tra il mwcw220 ed il mwda230 d.C., giunsero nell'antica città di Silla i veterani dell'imperatore mwdqAlessandro Severo provenienti dall'mwdgAsia Minore. In questo vorticoso avvicendamento di popoli e di tradizioni, non tutta la primitiva gente sabatina abbandonò la terra di origine: molti indigeni, nel corso dei decenni, furono inesorabilmente assorbiti dagli Abellinati dai quali appresero la lingua latina e con i quali conobbero momenti di splendore e di grandezza.

Crisi economiche (mweaIII e mweqIV secolo d.C), violenti terremoti (mweg346 d.C.), disastrose eruzioni vulcaniche (mwew476 d.C.), invasioni di territori nel corso della guerra tra mwfaBizantini e mwfqGoti (mwfg535-mwfw555 d.C.) e la penetrazione sull'intero territorio della Penisola dei mwgaLongobardi a partire dalla mwgqPasqua del mwgg568 spinsero fuori dalla mura di Abellinum la colonia romana che si trasferì laddove sorge mwgwAvellino. Civita si spense dopo secoli di vita intensamente vissuti come testimoniano le scoperte archeologiche — resti di sepolcreto, di anfiteatro, di edifici termali, di strade — che si sono susseguite nel tempo nonostante che il cemento — croce e delizia dell'urbanistica moderna — abbia tentato di archiviare per sempre l'antichità nella lunga notte dell'oblio.

Nel corso dei secoli successivi, Atripalda ha comunque conosciuto il dominio di Longobardi, Svevi, Angioini, Aragonesi, Francesi e Spagnoli.

Dopo la morte di Civita, mentre sulla sponda sinistra del Sabato l'Abellinum sillana si era ormai fisicamente esaurita, sulla sponda opposta un nobile longobardo, Truppoaldo, riusciva ad ottenere il riconoscimento di autonomia per la popolazione sparsa nella zona, distaccandola amministrativamente dalla vicina Avellino longobarda. Era l'atto di nascita di Atripalda. Troppualdo (da cui deriva anche il nome dell'odierna Atripalda), nel corso del mwhgsecolo XI, edificò la sua fortezza in cima ad un'altura che sovrasta la cittadina. Le rovine di questo castello rammentano il più antico atto di galanteria in mwhwItalia: è lo storico-statista mwiaPasquale Stanislao Mancini (mwiq1817-mwig1888) che parla nel riferire dell'ospitalità accordata in una notte d'mwiwinverno del mwja1254 allo svevo re mwjqManfredi dai signori del maniero Marino e Corrado Capece, fedeli agli Svevi. Il giovane re, braccato dalle truppe papaline, abbandonò mwkaNapoli diretto verso il principato di mwkqTaranto. I signori Capece, non temendo le rappresaglie del papato, aprirono i portoni del castello al re fuggiasco. "Il buon re Manfredi — rievoca il Mancini — educato alla gentilezza, all'amore ed alla mwkgpoesia, volendo retribuire di qualche insolito onore l'ospitale accoglienza ricevuta dai fratelli Capece, fattesi venire avanti le due loro giovani spose che erano di rarissima bellezza, volle che ai suoi fianchi sedessero e seco lui familiarmente desinassero".

Dell'evento molto interessante è la testimonianza nella mwlaHistoria di mwlqNicolò Jamsilla: "Il costume e la superbia delle corti obbligava in quei tempi i sovrani a sedere soli a pranzo, escludendo rigorosamente le donne, ritenute esseri inferiori, ma il re Manfredi volle che fosse spezzata questa barbara usanza dicendo: spezzerò io questa barbarie cominciando dal dì di oggi e il castello di Tripaldo serberà memoria di me". Dello storico castello — che lo stesso re Manfredi, in virtù di quell'atto di galanteria, immaginava come "qualche cosa di sacro per le belle italiane" delle future generazioni — non restano che pietre.

Nell'epoca feudale (siamo qui nel mwlw1502), la città della riva del Sabato divenne dominio della regina mwmaGiovanna, nipote del re spagnolo mwmqFerdinando il Cattolico. A distanza di dieci anni, il 13 settembre 1512, l'antica terra dei Sabatini fu ceduta per 25.000 ducati a Alfonso Branai (o Granai) Castriota, primo marchese di Atripalda dal mwmw1513cite-ref-63-11-0[11], discendente di mwoaVrana Konti, uno dei più stretti collaboratori, consulenti e uno dei migliori comandanti di mwoqGiorgio Castriota Scanderbegcite-ref-12[12], famoso eroe mwpgalbanese nella guerra contro gli ottomani. Da Alfonso e da mwpwCamilla Gonzaga (1488-1529) nacque Camilla, la quale, sposando nell'anno 1517 Ferrante Caracciolo, il Marchese di Castellaneta, cede a costui il diritto di ricomperare il feudo di Atripalda.cite-ref-63-11-1[11]

Nel mwrq1559, il "feudo Tripalda" passò nelle mani del nobile finanziere genovese Giacomo Pallavicini Basadonna che l'acquistò per mwrw60 200 ducati. Il governo del finanziere genovese servì a rafforzare l'innata vocazione al commercio degli abitanti della zona, i quali, già prima della venuta del Basadonna in mwsaIrpinia, coltivavano con successo l'"arte del mercanteggiare" lungo le sponde del fiume Sabato. Un episodio verificatosi nel mwsq1560 (quindi all'epoca del Basadonna) sarebbe la dimostrazione di quanto forte sia stato l'influsso esercitato sulla popolazione residente dal nobile genovese in tema di finanze e di reperimento di risorse necessarie per la gestione del feudo: gli Atripaldesi, in quell'anno, decisero di realizzare una strada "dentro la terra" per imporre il pagamento del pedaggio a quanti, per portarsi dai paesi limitrofi nel vicino capoluogo, cioè ad Avellino, dovevano attraversare il territorio di Atripalda. Nel mwsg1564, con rogito del notaio Bernardino Brusatori di mwtaFermo, il Basadonna permutò il "feudo di Tripalda" con i feudi posseduti dal nobile casato di Domizio Caracciolo nel ducato di mwtgMilano, a mwtwGallarate.

Con i mwuqCaracciolo la cittadina visse un periodo di notevole splendore, dal mwug1564 fino al mwuw1806, epoca in cui venne abolita la feudalità. Nel ducato di Atripalda dopo Domizio, I duca di Atripalda, della prestigiosa famiglia Caracciolo si susseguirono mwvaMarino I (mwvq1535-mwvg1591), cavaliere distintosi a mwvwLepanto, Camillo (mwwa1563-mwwq1617), mwwgMarino II (mwww1587-mwxa1630), Francesco Marino I (mwxg1631-mwxw1674), Marino III (mwyq1668-mwyg1720), Francesco Marino II (mwza1688-mwzq1727), Marino Francesco I (mwzw1714-mw0a1781), Giovanni (mw0q1741-mw0g1800) e Marino Francesco II (mw1a1783-mw1q1844).

I Caracciolo, con una programmazione "rivoluzionaria", seppero incentivare le risorse dell'intera valle bagnata dal Sabato. Le filande, l'industria del mw1wferro, la lavorazione del mw2arame, della mw2qcarta e della lana concorsero ad assicurare agli Atripaldesi un elevato tenore di vita - superiore a quello del vicino Capoluogo - tanto che in quel periodo non furono censiti "cittadini poveri" tra la popolazione. Notevole impulso venne assicurato al mondo della cultura che conobbe, grazie al mecenatismo dei Caracciolo, l'Accademia degli Incerti.

Negli anni della mw2wseconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Atripalda fu uno dei comuni della Campania destinati dalle autorità fasciste ad accogliere mw3aprofughi ebrei in internamento civile. Gli internati (una coppia di anziani coniugi di origine tedesca) furono liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nel settembre 1943.cite-ref-13[13]

Simboli

«Stemma d'azzurro, al

destrocherio

di carnagione

, vestito di rosso, movente dal fianco sinistro dello scudo ed impugnante un bastone ornato da tre fettucce pendenti terminanti in altrettante palle, il tutto d'oro.»

Vi è rappresentato il mw6qbaculum iustitiae, simbolo del potere penale, civile e amministrativo che veniva attribuito dal feudatario al sindaco della città nei giorni delle fiere cittadine.cite-ref-14[14] Il simbolo è attestato già dal XIII sec. ma fece la sua comparsa effettiva sui documenti comunali durante il periodo della prima guerra mondiale. Il gonfalone è costituito da un drappo di verde.cite-ref-15[15]

Il 20 dicembre 2024 il Consiglio Comunale ha approvato i nuovi emblemi araldici della città di Atripalda, che conservano la descrizione dello stemma variandone lo scudo e modificandone l'immagine. Il gonfalone viene modificato nel colore del drappo da verde a rosso. Viene, infine, istituita la bandiera ufficiale della città "composta dall'araldico cittadino posto al centro sovrapposto ai colori degli smalti (azzurro e rosso) divisi da una diagonale dal vertice basso di destra verso il vertice alto di sinistra"cite-ref-16[16]cite-ref-17[17] ovvero un drappo mw-wtagliato di rosso e di azzurro, caricato al centro dello stemma comunale.

Onorificenze

Titolo di Città

«Regio decreto legge

»


18 luglio 1867

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Chiesa Madre di Sant'Ippolisto Martire

Importante edificio religioso di epoca tardo-paleocristiana (Fine XII secolo, circa nel mwaq01174 i primi documenti), fu elevato a collegiata nel mwaq41598, ma l'aspetto architettonico è ottocentesco, essendo stata la chiesa restaurata nel mwaq81852. Interessante è il mwaratabernacolo, posto nella cappella del Santissimo, e l'altare in stile barocco, alle cui spalle, sopra, c'è il mwareMartirio di sant'Ippolisto, quadro di Nicola Volpe. Da qui si può accedere allo Specus Martyrum, le cui bellezze pittoriche non sono ben conservate, e al cimitero paleocristiano atripaldese all'aperto, poco pubblicizzato ma alla portata visiva di tutti. La parrocchia fa parte della mwarmdiocesi di Avellino.

Chiesa di San Nicola da Tolentino

Questa chiesa, situata nella via principale della città, è stata ricostruita soltanto da pochi anni (fu danneggiata dal mwaryterremoto del 1980), ed è in stile moderno. Oltre ad essere una chiesa consacrata, è ormai divenuta centro di convegni, di concerti, di vari eventi di tipo culturale.

Convento di San Giovanni Battista

Conosciuto come chiesa di San Pasquale, domina la piazza principale di Atripalda ed è nelle immediate vicinanze del sito archeologico della Civita.

• Chiesa della Maddalena
• Chiesa di San Lorenzo che recentemente è diventata chiesa ortodossa rumena
• Chiesa di Santa Maria del Carmine
• Chiesa dell'Annunziata

Architetture civili

Dogana dei Grani

Nel XVI secolo, quando fu costruita la mwasustrada regia che univa le Puglie a Napoli attraversando anche Atripalda, la cittadina vide uno sviluppo commerciale, in particolare del mwasygrano, grazie anche ai vari decreti approvati dai Caracciolo in materia di fisco e diritto; luogo appositamente deputato agli scambi era la Dogana dei grani. L'edificio attualmente visibile è di molto successivo a quest'epoca, risalendo infatti all'epoca post-unitaria (per la precisione al 1883). Domina la principale piazza cittadina (già largo Mercato, dal 1900 piazza Umberto I); suoi particolari sono l'orologio, con lancette metalliche, sormontato da due campane; lo stemma di Atripalda sull'ingresso. Nel 1993 è stato trasformato in un museo, esponendo alcuni reperti dell'antica mwascAbellinum, oltre ad accogliere convegni, concerti ed esposizioni temporanee.

Palazzo Caracciolo

Costruito vicino al Castello Truppoaldo, il Palazzo Caracciolo è stato edificato nel 1564. Tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo, fu la residenza della famiglia Caracciolo. Ha uno stile tardo-rinascimentale, è a pianta rettangolare e si sviluppa su due piani. Il secondo piano presenta ampie balconate. Un vasto parco, arricchito di piante rare, fontane e giochi d'acqua, impreziosisce sia il retro che il prospetto principale del palazzo. Il 30 aprile del 1912 è stato dichiarato monumento nazionale. Oggi il palazzo, a causa delle condizioni atmosferiche e problemi burocratici legati all'eredità dell'intero edificio, riversa in uno stato di abbandono, che ha reso la struttura inagibile.

Siti archeologici

Abellinum

Abellinum era un'antica città sannita e poi romana, assoggettata dall'impero dopo la sconfitta caudina e dopo la mwas8Guerra civile tra Mario e Silla, che fu vinta da Silla contrariamente allo schieramento irpino. È sede di un parco archeologico dove si può ammirare soprattutto la domus romana, di proprietà di Silla. Da Abellinum è nata prima Avellino e poi il successivo feudo Tripalda, che diverrà Atripalda più tardi. Le notizie dei vescovi avellinesi ripresero però soltanto dopo il 1000 e la diocesi fu poi unita a quella di Frigento sotto il nome di mwataDiocesi di Avellino. Purtroppo, a causa di vicissitudini tra l'amministrazione atripaldese, la pro loco e la famiglia proprietaria del terreno, la visita del sito era stata momentaneamente sospesa. Nel corso del 2017, sono riprese regolarmente le visite al sito archeologico, con il supporto delle guide della pro loco locale.

Specus Martyrum

La grotta dello Specus Martyrum fungeva all'inizio da catacomba per i santi martiri che vi si trovano e per i fedeli cristiani che si nascondevano all'interno per pregare. Con l'mwatmEditto di Costantino, nei secoli successivi, fu costruita una scala d'accesso. Nello specus furono traslate i resti mortali di mwatqsan Sabino di Avellino (vescovo di Abellinum nei primi decenni del VI secolo) il 16 settembre mwatu1612. Nel mwaty1629 fu costruita un'altra scala di accesso alla grotta, che parte dalla chiesa di origine paleocristiana che la sovrasta. Sempre in tale periodo, le volte della cappella furono affrescate con dipinti raffiguranti la vita dei primi martiri cristiani e dei santi più vicini all'mwatcIrpinia. La mwatgCappella del tesoro fu costruita nel primo settecento per volere del Barone di Donato al fine di conservare in piccole urne i resti mortali dei santi martiri (le tombe site nello spazio davanti all'altare maggiore, dove riposa san Sabino, sono vuote). Un altro elemento di grandissimo interesse è un quadro, a fianco della cappella del tesoro, che rappresenta in tre momenti il martirio di sant'Ippolisto cui è dedicata la chiesa. La volta centrale dello Specus cedette per ben due volte: dopo la costruzione della seconda scala e dopo il mwatkterremoto del 1980. La piccola cappella è consacrata, ma talvolta si tengono anche piccoli concerti cameristici ed è possibile accedervi, quando non ci sono particolari ricorrenze civili o religiose, dalla chiesa di Sant'Ippolisto.

Altro

Monumento ai caduti

Il monumento ai caduti è una statua bronzea dedicata al mwat0Milite Ignoto, sorretta da una base rettangolare in pietra, che sovrasta piazza Umberto I. Sotto di essa è presente una fontana ornamentale. Fu inaugurato il 13 giugno 1927 e andò a sostituire la vecchia fontana circolare di pietra, la quale, frazionata, per un certo periodo, costituirà due fontane circolari davanti alla Dogana. Il gruppo statuario presenta due soldati: il primo regge una pistola puntata verso l'orizzonte; l'altro, agonizzante, è abbracciato dal primo (che, evidentemente, punta la pistola verso il nemico che ha ferito il secondo).

Aree naturali

• Villa Comunale Don Giuseppe Diana

Situata nel centro cittadino, la villa ospita al suo interno una biblioteca, attrezzature per bambini e un'area adibita alle manifestazioni teatrali.

• Parco delle Acacie

Inaugurato dopo il terremoto dell'1980, ospita varie iniziative locali come il mwauuChildren's Day, dedicato completamente all'intrattenimento dei bambini. Esso è situato lungo la via che collega Atripalda ad Avellino.

• Parco San Gregorio (Pineta Sessa)

Situato in contrada San Gregorio, è un parco-pineta aperto al pubblico; ospita al suo interno un'area mwaukpicnic con mwauobarbecue e un'area giochi riservata ai bambini.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-18[18]

Etnie e minoranze straniere

Al 31 dicembre mwavq2009 nel territorio di Atripalda risultano residenti 230 stranieri. I gruppi più numerosi sono quelli di:

• mwavcUcraina 72
• mwavkRomania 52
• mwavsPolonia 26

Fonte: mwav0ISTAT

Lingue e dialetti

Accanto alla mwawalingua italiana, ad Atripalda si parla il mwawedialetto irpino.

Tradizioni e folclore

Falò di San Sabino

Tradizione antichissima ma non religiosa, si ripete ogni anno la sera precedente la festa patronale (cioè la sera dell'8 febbraio). Viene inaugurato e acceso il falò principale in piazza, ma ogni quartiere ha diritto, se vuole, al suo piccolo falò. Tradizionalmente, vengono arrostite alla brace, quando il falò comincia a spegnersi, vari cibi come salsicce e carne.

Via Crucis

Ogni anno, in occasione del mwawkVenerdì Santo, si tiene la tradizionale Via Crucis (il cui titolo reale è la frase pronunciata da Gesù sulla croce "Elì, Elì, Lemà Sabachtanì", Dio mio, dio mio, perché mi hai abbandonato), spettacolo ovviamente basato sulla condanna e sulla morte di Gesù, ma non riconosciuto religiosamente organizzato dall'Associazione Pro Loco Atripaldese. Negli anni passati, la scena della condanna si svolgeva sul grande sagrato della Chiesa Madre, mentre negli ultimi anni questa azione si programma sempre sugli antichi scavi di Abellinum, che rendono quasi più reale l'evento (essendo Gesù morto in epoca romana imperiale). Il luogo del Calvario, il Golgota, è rappresentato dalla zona antistante il Convento di San Giovanni Battista: qui, come prevede la storia, avviene la crocifissione e la morte di mwawoGesù. I dialoghi vengono tratti dal testo "Quid est veritas" del magistrato Matteo Claudio Zarrella.

Cultura

Istruzione

Biblioteca comunale

La biblioteca di Atripalda nasce ufficialmente nel mwaw81974, con la legge 49 della regione Campania per l'istruzione, dopo essere stata luogo "annesso" alla Biblioteca di Montevergine (a partire dal mwaxa1963). Possiede 25.000 documenti e libri (di cui 5.000 per ragazzi) con un archivio giornalistico che contiene periodici dal 1830. L'Archivio Storico del comune dal 1790 è conservato in questo luogo. In parte dell'edificio, sito nella Villa Comunale, è stata costruita una mediateca. Infine, la biblioteca possiede una sala conferenze e una sala studio, oltre a vari tavoli disposti nel grande atrio principale. Molti fondi hanno migliorato l'archivio culturale di questa biblioteca, tra cui: il "Fondo Capozzi" con vari pezzi storici originari e pergamene del 1200; il "Fondo Aquino" con volumi d'arte in lingua inglese; il "Fondo Barbarito" con volumi sulla storia della Chiesa.

Eventi

Giullarte

Ogni anno, nella prima settimana di settembre, si tiene nel centro storico del paese l'evento di mwaxqGiullarte - Festival Internazionale artisti di strada e mestieri. L'evento dura tre giorni e vede protagonisti mwaxuartisti di strada provenienti da tutto il mondo che si esibiscono per le strade e le piazze della città antica; per l'occasione vengono riaperte le antiche botteghe degli artigiani atripaldesi. Il festival nel mwaxy2010 ha raggiunto la XV edizione, e ha visto come ospiti d'eccezione mwaxcI clowns, protagonisti dell'mwaxgomonimo film di mwaxkFederico Fellini.cite-ref-19[19] Nel 2011, con un finanziamento regionale, la manifestazione è stata notevolmente migliorata sia dal punto di vista artistico che commerciale. Negli anni successivi l'evento non sarà più organizzato.

Infrastrutture e trasporti

Strade

Atripalda è servita dalla circumvallazione sud di Avellino, una sorta di tangenziale sud del capoluogo provinciale, in comune con il tratto finale della mwayeSS7 bis che collega la rotonda di Torrette di mwayiMercogliano – dunque il casello Avellino Ovest dell'A16 – con la SS 7 presso il casello Avellino est dell'mwaymautostrada A16 sito nel nucleo industriale di Avellino (più o meno nell'area tra mwayqArcella e mwayuManocalzati).

Si interseca con la circumvallazione la mwaycstrada statale 7, nel tratto mwaygAvellino-mwaykLioni, facilmente raggiungibile sia tramite il casello autostradale che dalla periferia avellinese.

Autostrade

Di grandissima importanza è il mwaywraccordo autostradale 2 Avellino-Salerno, che parte dalla piccola zona commerciale "Appia" di Atripalda: questa strada collega Atripalda sia con il Sud che con la mway0Puglia e il mway4Beneventano, perché la variante avellinese 7 bis (che porta al casello autostradale Avellino Est), prima di terminare sulla via Nazionale per Mercogliano, si allaccia a questo raccordo.

Mobilità extraurbana

Questa città inoltre è un passaggio d'obbligo per molte linee di autotrasporti irpini: la maggior parte dei pullman avellinesi diretti alla zona centrale dell'Irpinia passano per Atripalda proprio a causa della posizione della SS 7, che può essere raggiunta sia con la sua variante che tramite i paesi vicini.

Dal 1947 al 1973 Atripalda fu collegata ad Avellino da mwaziuna linea filoviaria.

Ferrovie

Atripalda è servita dalla mwazustazione di Avellino, situata poco distante dal centro.

Amministrazione

Sindaci

| Periodo | Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note |
|---|---|---|---|---|---|
| 1994 | 1998 | Gerardo Capaldo | PPI | Sindaco | |
| 1998 | 2002 | Gerardo Capaldo | L'Ulivo | Sindaco | |
| 2002 | 2007 | Carmela Rega | L'Ulivo | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Aldo Laurenzano | centrosinistra | Sindaco | |
| 2012 | 2017 | Paolo Spagnuolo | lista civica "Uniti per Atripalda" | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Giuseppe Spagnuolo | lista civica "Scegliamo Atripalda" | Sindaco | |
| 2022 | in Carica | Paolo Spagnuolo | lista civica "Attiva Atripalda" | Sindaco | |

Sport

La principale mwaz0società sportiva cittadina è la mwaz4Pallavolo Atripalda. Ha disputato dal mwaz82011 al mwaaa2013 il campionato di mwaaeSerie A2, dal quale viene esclusa nel corso della stagione 2013-2014. La società fu fondata nel mwaai1979 e nel mwaam2010 ha acquisito il titolo sportivo della mwaaqPallavolo Avellino per disputare il campionato di mwaauSerie B1 mwaay2010-2011. Retrocessa al termine della stagione 2011-2012, acquisisce il titolo della mwaacVolley Lupi Santa Croce per disputare la serie cadetta. In questa stagione vince la mwaagCoppa Italia di Serie A2 di pallavolo maschile, primo trofeo della sua storia.

Nell'ottobre 2014 viene fondato l'A.S.D. Atripalda VolleyBallcite-ref-20[20] che disputa per la stagione 2015/16 il campionato regionale di mwaa4Serie C.

Calcio

Dopo le mancate iscrizioni di Atri Calcio e F.C. Sporting Atripalda avvenute nel 2014, il principale club calcistico cittadino è divenuto l'Abellinum Calcio 2012 che milita attualmente nel campionato di mwabePrima categoria 2023/2024.

Note

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Bibliografia

Non inserire tra le fonti perché non sono state utilizzate

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• Sabino Tomasetti, mwancIl primo rifiuto fiscale in Atripalda e altre storie, una biografia sconosciuta di R.Masi, Avellino al tempo dei Caracciolo, Avellino, 1999

Voci correlate

• mwansAbellinum
• mwan0Irpinia

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.atripalda.av.it.